L’Antenna, marzo 2014

Iniziano oggi le trasmissioni de L’Antenna, la nuova testata poetica che speriamo vi colpisca. Diretta da Valerio Grutt e caporedatta da Giuseppe Nibali ecco qui i personaggi che potrete incontrare sul vostro cammino. Qui di seguito invece il mio pezzo per il primo numero, con una poesia di Ed Warner & Petite Paulette.

 

LA POESIA DELLA BASTIGLIA

Liberi forse, di scrivere.. non so. E mi chiedo se siamo davvero liberi quando scriviamo e quando sul foglio cominciamo ad incidere le parole che chiamiamo scrittura.
Poeti, scrittori, molti di noi credono di fare questo lavoro dominati da una pulsione primitiva che ci piace pensare risponda unicamente al principio di piacere, quando stiamo invece producendo qualcosa che ci appartiene meno di quanto possiamo pensare: perché siamo bambini adattati anche quando pensiamo di creare qualcosa dal nulla e seguiamo invece un’implacabile falsariga esplicativa che ci appartiene anche quando non vorremmo.
Perché se la libertà finisce dove inizia la conoscenza, allora le parole che abbiamo letto e che con ostinazione continuiamo a leggere non sono che le catene che ci impediscono di uscire da questa condizione di schiavitù. Perché la nostra immaginazione funziona adoperando un materiale memorizzato che non ha scelto liberamente che spesso ci imponiamo noi stessi: scrivere non è altro che dare forma alla vita che crediamo di vivere.
Quindi, di nuovo, siamo davvero liberi nel preciso istante in cui generiamo la parola? e se non lo siamo, perché non fermarci un istante prima? La risposta è semplice: scriviamo quello che già sapete, ma c’è sempre bisogno di qualcuno che ve lo sappia dire meglio.. e questo cambia tutto.

I GIORNI DELL’AIRONE BIANCO
L’airone bianco
testimonia il mio passaggio
compilando altero
di quotidiana puntigliosità
una personalissima anagrafe
del traffico pesante.
Ed Warner & Petite Paulette (La Voce di Pandora – Edizioni Smasher)

 

L’IDEALISTA – BIO
Relegato dalla storia in una contemporaneità reazionaria e nemica, fatta di nostalgiche certezze, Alessandro Brusa combatte la malasorte temporale con l’idealismo cinico che lo contraddistingue. Isolato dal mondo, rinchiuso in una palazzina liberty con un marito ed una gatta, alterna l’attività poetica biosistemica con l’attività medica bioprogressiva dichiarandosi la terza reincarnazione di Friedrich Schiller. Agnostico, liberale, laico e libertario, sospetta di essere anche la seconda reincarnazione di Bertrand Russell nonché la prima reincarnazione politica di Derek Zoolander poiché “bello bello in modo assurdo” e non in grado di girare a destra.