Sono molto orgoglioso di essere presente, con un mio testo, in questa antologia (If you can read this: poems in protest of an American Inauguration - Sibling Rivalry Press) insieme ad amici come Bryan Borland, Seth Pennington e a poeti provenienti da tutto il mondo. Il PDF dell’antologia può essere scaricato qui ed ovviamente può essere acquistato in libreria (negli Stati Uniti), presso il sito dell’editore o nei principali portali di vendita online.

L’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti è un evento di portata planetaria i cui effetti vanno ben oltre i confini nazionali. Prima ancora degli effetti che la sua amministrazione potrebbe avere (sarà la storia a giudicarlo), l’elezione di un uomo che ha fatto dell’offesa, della violenza verbale, della discriminazione e della volgarità il suo marchio di fabbrica è il segno di un imbarbarimento umano che va oltre le idee e gli ideali.

Il titolo del mio testo “Unterdenlinden – parte II” è un chiaro riferimento al poeta bolognese Roberto Roversi che nella sua opera “Unterdenlinden” narra il ritorno alla vita pubblica di un Adolf in un sistema dominato dalla “paura” insieme alle altre due sorelle: “nemico” e “nazione”.

 

UNTERDENLINDEN – Part II

 

È nei nostri panni, è nascosto ed è sepolto nella pelle che camminiamo lungo queste strade affollate.

 

È l’odore di mandorla amara intrappolato nella storia, sotto i tigli a Berlino e che colpisce il piccolo lago a Central Park ora che si è congelato e che le anatre se ne sono andate all’inferno.

 

È ritmo, ma non disciplina la rima che scimmiotto su quelle ridicole labbra e quel fottuto cazzone con il quale ora misuro la mia vita, ora c he i miei fratelli impauriti si accaniscono su fiato congelato, perché è tutto ciò che è rimasto.

 

È tempo di tornare nella clandestinità mentre pecore della classe media mostrano il dito medio per riempire i piatti che i loro padroni portano via ai loro fratelli del medio oriente, mentre le loro case sprofondano nel medioevo della mediocrità.

 

Non parliamo, tutto ciò che siamo capaci di fare è intrattenerci ed il miglior intrattenitore ottiene il posto migliore, scambiando la propria immagine con la nostra mancanza di idee.

 

Sapevamo che sarebbe venuto, sapevamo che sarebbe tornato, anche perché alcuni di noi non hanno davvero mai smesso di applaudire. E l’insegna con su scritto APPLAUSI non è mai stata spenta nelle loro stupide vite perché questo è esattamente tutto quello che sanno fare: ridere ed acclamare, cullati nel loro infinito bisogno di distrazione.

 

: c’è fumo sull’acqua dall’altra parte dell’oceano, se le vostre nuove torri segneranno i nostri giorni.

 

untertesto