Per guardare la storia negli occhi

apr 22
manifestazione arcilesbica

A volte pensiamo di conoscere la storia. A volte pensiamo anche di conoscere la poesia. E forse, intersecando questi due piani, pensiamo di poter arrivare a pensare di conoscere anche come giri il mondo e finiamo quindi a guardare tutto ciò che ci circonda come noiosa copia della realtà. Poi però capita, nell’arco di 24 ore, di trovarsi in una situazione che reputiamo “già conosciuta” (l’ennesima manifestazione razzista delle Sentinelle in Piedi) e di vederla con occhi diversi, proprio grazie ad alcune parole ascoltate la sera prima da uno dei più importanti poeti italiani contemporanei che è anche un intellettuale di quelli come, passatemi il luogo comune, non ne fanno proprio più!

Terre à Ciel (France) – Aprile 2015

apr 15
terreàciel

Anche la rivista francese “Terre à Ciel” mi ha fatto l’onore di ospitare alcune mie poesie tratte da “La Raccolta del Sale” (Giulio Perrone Editore) e tradotte dalla bravissima Silvia Guzzi.

Visualizza qui l’articolo.

Note de lecture sur La Raccolta del Sale, par Guido Selvatici, parue en italien dans la revue italienne « La Piè » (mars 2014) – note de lecture inédite en français, traduite par Silvia Guzzi*

Soudaine, émotive, presqu’en lien magique avec toute analyse de lecture, la poésie d’Alessandro Brusa effleure, sans la moindre hésitation, l’éternel traumatisme, le théorème fatal de la calligraphie poétique.

L’écriture est un mouvement physique, tenace, infidèle. Un rituel qui annule les absences, en les métamorphosant. Elle semble les négliger pour mieux les posséder ensuite dans un geste d’équilibre féroce, presqu’incurable. Des signes résolus qui filtrent le corps à mains nues (« … mes pensées jouent souvent faux / et les chambres de mon temps / je les ai grand ouvertes en hurlant des mots déplaisants… »). Il n’y a plus qu’à lire, à entrer dans les mots, à essayer de comprendre. Et enfin, dans un contraste qui vole le temps, à écouter. Cette voix qui se laisse écouter, sans fragilité ni compromis, est une voix autre. Une poésie autre. Loin des mots soignés mais sans nerf, loin des écritures faussées par de tristes imitations. Entendons-nous, chaque artiste est par nature une éponge qui absorbe – inévitable dette – l’art qui le précède. Les correspondances syntaxiques et du corpus avec les auteurs du passé est un gage sain et dû qui enrichit toute identité d’une langue renouvelée, qu’elle soit composition musicale, peinture ou écriture. En cela, Alessandro Brusa, si j’en crois ses propres confidences, ne fait pas exception à la règle.

Avec courage et habileté, il brave la structure de ses multiples chambres, il amarre les interphrases, à la respiration plus courte en apparence seulement, qui reflètent l’agencement lyrique de l’un de ses poètes de référence, le Percy Bysshe Shelley de Field Place. Mais l’influence de ce dernier, malgré ce clin d’œil volontaire, ne va pas plus loin car la poésie d’Alessandro Brusa ne chemine pas le long des mêmes thèmes, elle gravite autour d’un monde très différent qui l’habite avec force et le hante de questions pressantes. Dans cette sorte de dépaysement qui rarement l’abandonne, son parcours poétique sait être à l’unisson doux et féroce. Il a le courage de se salir les mains, de pétrir les mots comme on pétrit la terre, pour mieux les accueillir et respirer jusqu’à se noyer dans les blessures du temps qui n’appartiennent qu’à lui seul, railleur, profond et sensible aux controverses des moindres abandons. Son écriture est « autrement » forte et tourmentée, parfois volontairement impudente (parce que je ne sais pas la dire cette vie / ajoutée que je te lance à la figure). Brutal envers lui-même, il ne l’est jamais envers celui qui sait accueillir cette poésie ferme et haletante à la fois. Celui qui sait le lire alors même qu’il lacère son monde dans une morsure impénétrable et pourtant consciente. Il arrive enfin, dans les moments les plus sombres, que la parole se plaque et trouve soudain la paix.

asSaggi critici

apr 11
La raccolta del sale
Silvia Guzzi e Fabio Michieli su “La raccolta del sale”

Il sale come cura per il tempo: sia quello passato, sia quello prossimo; perché il sale cicatrizza, il sale condanna, ma pure conserva ciò che è bene portare con sé nel futuro, o quanto meno nel presente quotidiano. Sicché è l’esperienza di vita a essere messa sotto sale e proiettata nel domani. E racco­gliere il sale è un’arte, come lo è la poesia (senza retorica).

Sinodo, bugie e videotapes

ott 22
sinodo

In questi giorni si è aperto, svolto e concluso il Sinodo dei Vescovi dedicato al tema della famiglia.

Se ne è parlato tanto e, spesso, a sproposito.

Non amo entrare nei fatti della Chiesa quando si tratta di dottrina o quando si parla di dogmatica: non ne ho le competenze ed onestamente non mi interessa neppure troppo. Ma le aspettative per questo “evento” erano veramente tante: sia per le speranze di molti omosessuali credenti che confidano in una riconciliazione tra la loro “condizione di credenti” e la loro vita, sia per l’importanza che questa discussione tutta interna alla chiesa ha sulle vicende politiche, soprattutto di casa nostra.

Ho sentito nei giorni passati vari esponenti politici commentare le parole di Bergoglio, così come le indiscrezioni che uscivano sui documenti del sinodo, attribuendo loro aperture onestamente non così eclatanti, sintomo evidente di desideri e di speranze frustrate più che di un’analisi puntuale della realtà.

Poesia a strappo

ott 18
poesiastrappo

Domani 19 ottobre 2014 per una giornata organizzata in collaborazione con il Comune di Acquanegra Cremonese, la Biblioteca Comunale, il Centro Scrittura Cremonese e il Comitato Mara Soldi Maretti, presso il Parco della Villa Comunale Anselmi - Via Stazione, 128 – dalle ore 10 alle 19 dove la partecipazione è a tema libero, interverrò al reading dalle 17.30 alle 18.30.

“Sbarca anche ad Acquanegra Cremonese la storica rassegna del circolo Correnti di Crema Poesia a Strappo…”
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..dei diritti negati..

ott 10
contro manifestazione sentinelle in piedi

Leggere leggere e non imparare nulla, questo è il vero peccato!

Gli ultimi dieci giorni sono stati molto intensi sul versante dei diritti civili, o meglio, sul versante dei diritti civili negati in questo paese.

Domenica 5 ottobre il movimento delle sentinelle in piedi ha inscenato una manifestazione (autorizzata) di protesta per opporsi al DDL Scalfarotto sull’omotransfobia, al matrimonio tra persone dello stesso sesso, all’adozione alle coppie gay ed anche alla fecondazione eterologa.

Puntuale come un calcolo alla cistifellea due giorni dopo il Ministro degli Interni Angelino Alfano ha diramato una circolare ai Prefetti in cui chiedeva l’annullamento della registrazione presso alcuni Comuni dei matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti all’estero (trascrizione imposta per la prima volta dal tribunale di Grosseto). A stretto giro di posta il sindaco di Bologna Virginio Merola ha risposto al ministro.. picche! specificando che siamo in Europa (l’articolo 12 della convenzione europea dei diritti dell’uomo ed il trattato di Lisbona ratificato anche dal nostro parlamento sono chiari) e che non ci pensa neppure lontanamente a fare un passo indietro!

Cos’hanno in comune questi temi sollevati dalle sentinelle in piedi? hanno in comune il fatto di riconoscere e regolamentare, più o meno direttamente, non tanto l’immagine, quanto la sostanza della famiglia.