Alessandro Brusa does America

With such a pornographic and definitely not serious title, I am finally presenting you my first “release” in the United States.

I am extremely proud to see my poetry featured in  “ASSARACUS“, the literary review voted as “Best New Magazine” in 2012 by the “Literary Journal” and, being part of the Sibling Rivalry Press production, recently inducted into the Rare Books and Special Collections Vault at the Library of Congress.

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La Raccolta del Sale su Alleo – Marzo 2015

Una recensione de “La Raccolta del Sale” su Alleo.it a firma Fabio Michieli.. personalmente, se devo essere sincero, il pezzo che più di tutti è stato in grado di leggere dentro le mie parole.. un grazie infinito e di cuore!

Leggi qui l’articolo originale.

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Il sale si raccoglie in Giudecca

Attraverso l’Arte e l’Impegno del circolo Arci Giovani “Luigi Nono”, dall’11 al 14 settembre con il Festival delle Arti, Giudecca e Sacca Fisola diverranno finalmente L’Isola Che C’è.. e venerdi 12 settembre alle ore 18:00 ci sarò anche io.

Con “La raccolta del Sale” e Julian Zhara a fare gli onori di casa parleremo (poco) di noi e leggeremo (tanto) di tutto e di tutti.. e dopo di me Sonia Caporossi.

Continua sulla pagina dell’evento nel sito del Festival delle Arti della Giudecca e Sacca Fisola.

La Raccolta del Sale su la rivista “La Piè”

Improvvisa, emotiva, quasi per magico accordo a ogni indagine di lettura la poesia di Brusa sfiora, rinunciando ad ogni attesa, l’eterno trauma, il teorema fatale della calligrafia poetica.

La scrittura è un movimento fisico, tenace, infedele. Un rituale che azzera le assenze mutilandole. Solo apparentemente trascurandole per impossessarsene poi in un gesto di equilibrio feroce, quasi insanabile. Segni risoluti che filtrano il corpo a mani nude ( “..i miei pensieri steccano spesso / e le stanze del mio tempo / le ho spalancate urlando / parole sgradevoli…). Non resta che leggere, entrare nelle parole, cercare di capire. Infine, in un contrasto che ruba il tempo : ascoltare. Quella che si ascolta senza fragilità e compromessi è una voce diversa. Una poesia altra. Lontana dalle parole accurate ma prive di nervo delle scritture falsate da stucchevoli imitazioni. Intendiamoci : ogni artista è per natura e per scelta una spugna che assorbe per debito inevitabile l’arte che lo precede. Le corrispondenze sintattiche e di materia con gli autori del passato è un pegno sano e dovuto che arricchisce ogni identità di una lingua rinnovata, sia essa una composizione musicale, un dipinto, una scrittura. E in questo anche Alessandro Brusa, seguendo le indicazioni che mi ha suggerito, non fa eccezione.

Con coraggio e perizia affronta la struttura di diverse sue stanze ormeggiando interfrasi ( solo apparentemente di più corto respiro ) che riflettono l’organismo lirico di uno dei suoi poeti di riferimento : il poeta di Field Place, Percy Bisshe Shelley. Ma qui finisce l’influenza di cui in ogni caso ho voluto far cenno, perché la poesia di Brusa non si muove certo su temi corrispondenti ma gravita attorno a un mondo ben diverso che lo abita con arroganza o lo avvolge con interrogativi pressanti. Quasi uno spaesamento che raramente lo abbandona in un percorso poetico che sa diventare all’unisono dolce e feroce. Lo fa col coraggio di sporcarsi le mani. Di impastare le parole come terra, per poterle ospitare e respirare fin quasi ad affogare nelle ferite di anni che appartengono a lui solo, beffardo, profondo e sensibile alle controversie di ogni possibile abbandono. E questo lo fa in una scrittura diversamente forte e crucciata, a tratti volutamente sgarbata ( :perché non la so dire questa vita / aggiunta che ti sbatto in faccia ). Così crudo verso sé stesso. Non certo verso chi sa accogliere la sua poesia ferma e affannata al tempo stesso. Chi sa leggerlo mentre lacera il suo mondo in un morso impenetrabile quanto consapevole. Capita così, nei momenti più ombrosi che la parola si placa e inaspettatamente trova pace.

Guido Selvatici.

 

 

La Raccolta del Sale.. IN RISTAMPA

Sono felice di annunciare che il mio libro “La Raccolta del Sale” è in ristampa, avendo terminato la prima edizione. Voglio condividere con tutti voi questa soddisfazione, ringraziando tutti coloro che lo hanno acquistato e coloro che lo acquisteranno; saranno necessarie probabilmente due settimane affinché la nuova edizione sia in distribuzione.

Vi anticipo anche i prossimi impegni:

Martedi 18 febbraio @ Libreria Comunale – Imola

Sabato 1 marzo – CastelMaggiore

Martedi 4 marzo – Sala Eureka – Libreria COOP Centro Lame

La Raccolta del Sale su “Poetarum Silva”

“Nel Silenzio del suo Sangue”: così Shelley campeggia in esergo a salutare La raccolta del sale di Alessandro Brusa, edito da Perrone lo scorso ottobre. Con questa forza, con accenti posti su silenzio e sangue, si dichiara l’amore di Brusa per i romantici inglesi e subito il primo verso è un invito: «Sei qui, cerchi qualcosa» che suona difatti, un poco parafrasato: “Se sei qui è perché cerchi qualcosa”; oppure, sembra dirci l’autore: “Cerca, avanti, seguimi, seguitemi qui tra le righe, prendetemi con voi, secondo quanto ora vi dirò”.

L’articolo completo anche sul sito di Poetarum Silva.

 

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