Orlando.. o della sorpresa di non essere sorpresi.

È da ieri che posto aggiornamenti ed articoli e servizi su quanto accaduto ad Orlando, senza aggiungere nulla. Senza aggiungere commenti, o espressioni del mio stato d’animo o delle mie emozioni.. e mi sono chiesto perché? me lo sono chiesto a lungo poiché in milioni di occasioni, anche più triviali, sono sempre pronto ad aggiungere una mia riflessione, un mio insulto.. anche solo una battuta idiota (quelle che mi vengono meglio), ma non questa volta. Questa volta non ho un baratro nel cuore, un salto nel nulla.. no, nulla di tutto questo: solo buio e l’incapacità di vedere o sentire cosa ho dentro.

Ho pensato che potesse essere perché questa carneficina la sento più vicina poiché colpisce la comunità LGBT.. ma non è così, e per fortuna! ed allo stesso tempo ammetto che lo shock e la rabbia per quanto accaduto a Parigi (prima e seconda volta) furono molto più intensi. E allora perché mi sento così? perché la rabbia ed il dolore non mi sembrano gli stessi? e finalmente ho trovato la risposta: NON SONO AFFATTO SORPRESO.

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Per guardare la storia negli occhi

A volte pensiamo di conoscere la storia. A volte pensiamo anche di conoscere la poesia. E forse, intersecando questi due piani, pensiamo di poter arrivare a pensare di conoscere anche come giri il mondo e finiamo quindi a guardare tutto ciò che ci circonda come noiosa copia della realtà. Poi però capita, nell’arco di 24 ore, di trovarsi in una situazione che reputiamo “già conosciuta” (l’ennesima manifestazione razzista delle Sentinelle in Piedi) e di vederla con occhi diversi, proprio grazie ad alcune parole ascoltate la sera prima da uno dei più importanti poeti italiani contemporanei che è anche un intellettuale di quelli come, passatemi il luogo comune, non ne fanno proprio più!

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