Per guardare la storia negli occhi

A volte pensiamo di conoscere la storia. A volte pensiamo anche di conoscere la poesia. E forse, intersecando questi due piani, pensiamo di poter arrivare a pensare di conoscere anche come giri il mondo e finiamo quindi a guardare tutto ciò che ci circonda come noiosa copia della realtà. Poi però capita, nell’arco di 24 ore, di trovarsi in una situazione che reputiamo “già conosciuta” (l’ennesima manifestazione razzista delle Sentinelle in Piedi) e di vederla con occhi diversi, proprio grazie ad alcune parole ascoltate la sera prima da uno dei più importanti poeti italiani contemporanei che è anche un intellettuale di quelli come, passatemi il luogo comune, non ne fanno proprio più!

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..dei diritti negati..

Leggere leggere e non imparare nulla, questo è il vero peccato!

Gli ultimi dieci giorni sono stati molto intensi sul versante dei diritti civili, o meglio, sul versante dei diritti civili negati in questo paese.

Domenica 5 ottobre il movimento delle sentinelle in piedi ha inscenato una manifestazione (autorizzata) di protesta per opporsi al DDL Scalfarotto sull’omotransfobia, al matrimonio tra persone dello stesso sesso, all’adozione alle coppie gay ed anche alla fecondazione eterologa.

Puntuale come un calcolo alla cistifellea due giorni dopo il Ministro degli Interni Angelino Alfano ha diramato una circolare ai Prefetti in cui chiedeva l’annullamento della registrazione presso alcuni Comuni dei matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti all’estero (trascrizione imposta per la prima volta dal tribunale di Grosseto). A stretto giro di posta il sindaco di Bologna Virginio Merola ha risposto al ministro.. picche! specificando che siamo in Europa (l’articolo 12 della convenzione europea dei diritti dell’uomo ed il trattato di Lisbona ratificato anche dal nostro parlamento sono chiari) e che non ci pensa neppure lontanamente a fare un passo indietro!

Cos’hanno in comune questi temi sollevati dalle sentinelle in piedi? hanno in comune il fatto di riconoscere e regolamentare, più o meno direttamente, non tanto l’immagine, quanto la sostanza della famiglia.

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